Stai lì con il telefono in mano, tra un messaggio e l’altro su WhatsApp, e ti ritrovi a fissare quella conversazione che sta diventando qualcosa di più concreto. È arrivato il momento di organizzare il primo incontro con un sugar daddy, e l’emozione si mescola con una certa ansia strategica. Parliamoci chiaro: questo primo appuntamento può cambiare le carte in tavola. Non si tratta semplicemente di scegliere un bar o un ristorante—c’è molto di più in gioco. L’Italia offre un ventaglio di possibilità che spazia dalle terrazze con vista mozzafiato ai caffè storici del centro, ma la vera sfida è trovare la soluzione giusta che bilanci eleganza, discrezione e autenticità.

La pianificazione richiede attenzione ai dettagli: dalla scelta del luogo all’orario, dal look al mindset con cui ti presenti. È come preparare una cena importante—devi curare ogni elemento affinché l’insieme funzioni. Allo stesso tempo, però, non puoi trasformare tutto in un copione rigido: la spontaneità e la naturalezza sono ingredienti fondamentali. Detto questo, qualche linea guida può aiutarti a navigare questo territorio con maggiore sicurezza, soprattutto se è la prima volta che ti avventuri in questo tipo di relazione.
La scelta del posto: dove l’eleganza incontra la discrezione
La questione del luogo è centrale. Un ambiente sbagliato può rovinare anche la migliore delle conversazioni, mentre quello giusto facilita la connessione. Se ti trovi a Milano, pensa a un aperitivo nel cuore di Brera: quei vicoli acciottolati, le gallerie d’arte, i caffè con tavolini all’aperto creano un’atmosfera sofisticata senza essere troppo formale. Un Negroni ben preparato, la luce del tardo pomeriggio che filtra tra i palazzi—ecco il contesto ideale per chiacchiere che scorrono con naturalezza. In alternativa, un ristorante con vista sulla skyline di Porta Nuova aggiunge quel tocco contemporaneo che può impressionare senza ostentare.
Comunque, evita come la peste i posti troppo affollati e chiassosi. I Navigli di sabato sera, per carità, sono perfetti per uscire con gli amici, ma per un primo appuntamento dove devi conoscervi e ascoltarvi? Pessima scelta. Finiresti per urlare piuttosto che conversare, e l’atmosfera romantica andrebbe a farsi benedire. La discrezione, tra l’altro, è un elemento che non puoi sottovalutare: non vorrai ritrovarti in un locale dove ogni due passi incontri qualcuno che conosci. Meglio optare per zone meno battute ma ugualmente affascinanti.

A Roma, il discorso cambia leggermente. La Capitale ha un fascino diverso, più classico e stratificato. Un caffè in una delle piazzette tranquille di Prati potrebbe essere perfetto: elegante senza essere pretenzioso, con quella patina di vecchia Roma che aggiunge charme. Oppure, se preferisci qualcosa di più rilassato, una passeggiata al tramonto lungo Via Margutta seguita da un drink in un wine bar intimo può creare il mood giusto. Nota bene: stai alla larga dalle zone turistiche super affollate come Fontana di Trevi o il Colosseo—rischieresti di perderti tra selfie e code interminabili.
Scendendo a Napoli, la scelta potrebbe orientarsi verso il Lungomare di Via Caracciolo, dove un aperitivo con vista sul golfo e il Vesuvio sullo sfondo regala quell’atmosfera magica che solo questa città sa offrire. In alternativa, una cena in uno dei ristoranti raffinati di Chiaia, dove l’eleganza si sposa con la vivacità partenopea, può essere la soluzione ideale. Il punto è trovare un equilibrio tra formale e spontaneo, tra ricercato e genuino—un equilibrio che rispecchi un po’ di te senza risultare troppo studiato.
Firenze, invece, ti offre l’imbarazzo della scelta tra caffè storici e location da cartolina. Un tavolo da Rivoire in Piazza della Signoria, o una passeggiata in Oltrarno seguita da un aperitivo in una delle enoteche di Santo Spirito: entrambe scelte vincenti. La città stessa fa da cornice, con quell’architettura rinascimentale che non ha bisogno di presentazioni. Facciamo un esempio pratico: se scegli Via Tornabuoni, ti ritrovi in una delle vie dello shopping di lusso più famose d’Italia, circondato da boutique e palazzi storici—un setting che trasmette immediatamente un certo livello senza dover dire una parola.
Anzi, una piccola ma fondamentale raccomandazione: prenota sempre in anticipo, specialmente se punti a un locale trendy o molto richiesto. Presentarsi e scoprire che non c’è posto disponibile è uno scenario da evitare assolutamente. La capacità di organizzarti bene trasmette serietà e attenzione—qualità che vengono sempre apprezzate.

L’orario perfetto: quando il timing fa la differenza
Diciamocelo: l’orario può fare la differenza tra un appuntamento memorabile e uno mediocre. Un incontro al tramonto ha sempre quel fascino romantico che funziona, soprattutto d’estate quando le giornate si allungano e il caldo comincia ad allentare la presa. Pensa alla Costiera Amalfitana, con il sole che scende lentamente sul mare mentre sorseggi un drink in una terrazza a Positano—pura magia. Eppure, se siamo in pieno inverno e magari ti trovi in una località montana come Cortina d’Ampezzo, allora un tè pomeridiano in un hotel accogliente, con il camino acceso, diventa l’opzione più sensata.
Il punto è che evitare le ore di punta ti salva da stress inutili. Non organizzare un pranzo in centro a Bologna alle 13:00 durante la settimana: ti ritroveresti nel caos della pausa pranzo lavorativa, con gente di fretta e rumore di fondo insopportabile. Meglio optare per un orario che lasci margine di manovra—un aperitivo alle 18:30 o alle 19:00, per esempio, permette di estendere naturalmente la serata con una cena se le cose vanno bene, senza che sembri programmato.
Occhio anche al traffico, specialmente a Roma dove il Grande Raccordo Anulare può trasformarsi in un incubo. Arrivare in ritardo per motivi di traffico non è il massimo per iniziare—meglio calcolare bene i tempi o scegliere un luogo facilmente raggiungibile. A Milano, invece, la metropolitana funziona abbastanza bene, ma se vuoi mantenere un’aura di compostezza, forse un taxi o un Uber sono più indicati rispetto ad arrivare accaldata dopo esserti fatta un pezzo della linea rossa in ora di punta.
Insomma, il timing deve essere flessibile ma ragionato. Facciamo un altro esempio: se lui è un professionista con agenda fitta, un incontro mattutino per un caffè veloce in un bar elegante di Torino, magari nel Quadrilatero Romano, potrebbe essere la soluzione perfetta. Non sottovalutare nemmeno la sera: una cena leggera a Venezia, con vista sul Canal Grande, può essere indimenticabile, a patto di non spingersi troppo tardi—nessuno vuole finire esausto al primo appuntamento. Pensandoci bene, considera anche eventuali abitudini culturali: la passeggiata serale, per esempio, è un rito tutto italiano che potresti incorporare nel vostro incontro.
Luoghi con atmosfera
La scelta del posto deve riflettere eleganza e discrezione. Opta per caffè storici, terrazze panoramiche o wine bar intimi che favoriscano la conversazione. Evita locali troppo affollati o turistici dove rischieresti di perderti nel caos. L’ambiente giusto facilita la connessione e trasmette cura nei dettagli.
Timing strategico
L’orario può determinare il successo dell’incontro. Scegli momenti che evitino la folla e permettano flessibilità: un aperitivo nel tardo pomeriggio può evolversi naturalmente in cena. Considera traffico, meteo e abitudini culturali italiane come la passeggiata serale per massimizzare il comfort reciproco.
Preparazione personale
Look ed atteggiamento fanno la differenza. Scegli un outfit elegante ma autentico, che rispecchi il tuo stile senza forzature. Sul piano mentale, prepara domande aperte e aneddoti leggeri. Mantieni il telefono in borsa e concentrati sulla conversazione: la presenza genuina è il miglior biglietto da visita.
Prepararsi al meglio: look e atteggiamento mentale
Ora, parliamo di come presentarti. Il look è importante, certo, ma non deve mai eclissare la tua personalità. In Italia, la moda è nel DNA—basta pensare alla scena fashion milanese dove tutto ruota attorno all’equilibrio tra eleganza e nonchalance. Non serve scomodare un abito da red carpet: un outfit semplice ma ben curato, con accessori di qualità, comunica molto più di qualsiasi ostentazione. Pensa a un abito che potresti trovare passeggiando per Via Montenapoleone: raffinato, discreto, con quel tocco personale che ti distingue.
Diciamocelo: un sugar daddy apprezzerà la cura del dettaglio senza che tu sembri uscita da ore interminabili davanti allo specchio. L’autenticità vince sempre sulla perfezione costruita. Se ti trovi a Firenze, prendi ispirazione dallo stile Pitti Uomo—quel mix di classico e contemporaneo, di sobrio e distintivo che fa la differenza. D’altra parte, se siete al Sud, magari a Napoli, un tocco di colore in più non guasta: la vivacità partenopea si riflette anche nel modo di vestire, con quella capacità di essere eleganti senza risultare mai troppo rigidi.

Eppure, il mindset conta ancora di più del look. Arrivare preparata mentalmente significa avere in mente alcuni argomenti di conversazione che possano rompere il ghiaccio senza sembrare preparati a tavolino. Domande aperte funzionano sempre meglio di quelle chiuse: “Cosa ti appassiona di più ultimamente?” oppure “Quali sono i tuoi progetti per i prossimi mesi?” sono ottime aperture che invitano l’altro a raccontarsi. Evita monologhi interminabili, per carità—la conversazione deve essere un ping pong, non una conferenza.
Tra l’altro, un po’ di umorismo italiano non guasta mai. Non serve essere comiche nate, ma quella capacità di ridere anche nelle situazioni più tese, tipica della nostra cultura, può alleggerire l’atmosfera. Magari fai un commento leggero sul traffico romano che ti ha fatto quasi ritardare, o su quel cameriere che sembra uscito da un episodio di Masterchef Italia. Piccole cose che creano complicità.
Devo ammettere che prepararsi mentalmente significa anche pensare a cosa dire se la conversazione langue. Un aneddoto su un viaggio recente—magari quel weekend in Sardegna dove hai scoperto una caletta nascosta—può essere perfetto. Oppure un’esperienza culturale: quel concerto all’Arena di Verona, o quella mostra agli Uffizi di Firenze. Cose che ti raccontano senza sembrare forzate, che danno spunti di conversazione naturali.
E il telefono? Lascialo in borsa. Davvero. Niente è più fastidioso di qualcuno che controlla continuamente lo schermo durante un appuntamento. Dimostra rispetto e interesse reale per la persona che hai davanti. Pensandoci bene, migliorare le tue capacità di conversazione è uno degli investimenti migliori che puoi fare in questo tipo di relazioni.
Certo che, se siete a Napoli, un complimento sul cibo locale può essere un ottimo rompighiaccio: “Hai già provato la pizza qui? È davvero la migliore d’Italia”. Piccole cose che dimostrano che sei presente, che hai fatto attenzione al contesto. Anzi, prepara sempre un piano B: se capisci che non sta scattando la scintilla, chiudi con grazia—un semplice “È stato piacevole conoscerti, ci sentiamo” è sempre meglio di forzare una situazione che chiaramente non funziona. Alla fine dei conti, la preparazione è metà del successo, ma l’altra metà sta nella capacità di improvvisare e adattarsi al momento.
Gestire i dettagli pratici che fanno la differenza
Ora entriamo nel territorio dei dettagli pratici, quelli che spesso vengono sottovalutati ma che in realtà possono fare tutta la differenza. Partiamo dal trasporto: se l’appuntamento è a Roma, evita di arrivare in metro sudata e stressata dopo aver cambiato tre linee. Meglio un taxi o un Uber che ti permetta di arrivare fresca e rilassata, mantenendo quell’aura di compostezza che conta tanto nei primi incontri. Lo stesso vale per Milano: anche se la metropolitana funziona bene, a volte investire in un trasporto più comodo ripaga in termini di impressione iniziale.
Poi c’è la questione dei piccoli gesti. Non serve portare un mazzo di fiori—non siamo in un film romantico hollywoodiano. Eppure, un piccolo pensiero può stupire positivamente: se sai che è appassionato di motori, magari un libro fotografico su Ferrari o sulla storia della Formula 1 può essere un dettaglio che dimostra attenzione. Niente di costoso, ma qualcosa che dica “ho ascoltato quello che mi hai raccontato”.

La verità è che i dettagli contano eccome. Per esempio, confermare l’appuntamento il giorno prima con un messaggio su WhatsApp leggero e positivo: “Ci vediamo domani alle 19, non vedo l’ora!” è una cortesia che elimina dubbi e dimostra entusiasmo senza essere pressante. D’altra parte, se l’incontro è in una location particolare—diciamo sulla Costa Smeralda o al Lago di Como—considera anche aspetti pratici come il meteo. Un foulard elegante per la brezza serale o un cardigan leggero possono salvarti da situazioni scomode.
Ecco, questi dettagli trasformano un incontro normale in qualcosa di memorabile. Persino le piccole scelte, come optare per un profumo discreto piuttosto che uno invadente, o un trucco naturale che esalta piuttosto che coprire, fanno parte di quella strategia di presentazione che nel sugar dating conta molto. Eppure, attenzione a non dimenticare l’aspetto sicurezza: informa sempre un’amica del luogo e dell’orario dell’appuntamento. In Italia, con la nostra mentalità familiare e protettiva, è quasi un must—e non c’è nulla di male nell’essere prudenti.
Il fatto è che gestire le aspettative significa anche non idealizzare troppo la situazione. Non siamo al Festival del Cinema di Venezia con le star sul red carpet—è un primo appuntamento, un momento per conoscersi e capire se c’è feeling. Comunque, se tutto va bene, potrebbe essere l’inizio di qualcosa di interessante: magari vi ritrovate a pianificare il prossimo incontro, un weekend alle Cinque Terre o una giornata di shopping a Milano. Detto questo, resta con i piedi per terra: rilassati, goditi il momento, e ricorda che in Italia, tra un buon Spritz e una conversazione piacevole, le cose belle tendono ad accadere naturalmente quando non le forzi.
Navigare le dinamiche culturali italiane
C’è un aspetto che non può essere ignorato quando pianifichi un primo appuntamento in Italia: le dinamiche culturali specifiche del nostro paese. L’Italia non è un monolite—ci sono differenze sostanziali tra Nord e Sud, tra grandi città e centri più piccoli, tra contesti più formali e situazioni più rilassate. Capire queste sfumature può aiutarti a navigare meglio l’incontro e a evitare passi falsi.
Partiamo dal concetto di “bella figura”, che è profondamente radicato nella nostra cultura. Non si tratta solo di apparenza fisica, ma di come ti presenti nel complesso: il modo in cui parli, i gesti, l’eleganza nei modi. Fare bella figura significa curare tutti questi aspetti senza che sembri un’imposizione, con quella naturalezza che solo l’esperienza può dare. In un primo appuntamento con un sugar daddy, questo concetto diventa ancora più rilevante: non si tratta di impressionare con l’ostentazione, ma di dimostrare classe e raffinatezza.
Tra l’altro, considera le differenze regionali nel modo di relazionarsi. A Milano, per esempio, c’è una certa formalità iniziale che poi si scioglie con la conoscenza—è la tipica mentalità nordica, più riservata all’inizio ma calorosa una volta rotto il ghiaccio. A Napoli o in altre città del Sud, invece, la cordialità è immediata, quasi travolgente, con quella capacità di farti sentire subito a tuo agio che caratterizza il temperamento meridionale. Adattarsi a queste differenze può fare la differenza tra un incontro riuscito e uno che lascia entrambi con la sensazione che qualcosa non abbia funzionato.
Poi c’è il discorso del ritmo. In Italia, soprattutto al Centro-Sud, c’è una certa filosofia del “prendersela comoda” che si riflette anche negli appuntamenti. Non avere fretta di concludere: se la conversazione scorre, lascia che le cose evolvano naturalmente. Magari l’aperitivo si trasforma in cena, e la cena in una passeggiata notturna per le vie del centro. Questa fluidità è molto italiana e può creare momenti davvero speciali se ti concedi di vivere il presente senza ansia da prestazione.
D’altra parte, rispetta anche i tempi altrui: se percepisci che l’altro ha impegni o sembra voler chiudere l’incontro, non insistere. La capacità di leggere i segnali non verbali è fondamentale, e in Italia, dove la comunicazione non verbale conta tantissimo, diventa ancora più cruciale. Un sugar daddy apprezza chi sa dosare vicinanza e rispetto dei confini—è un equilibrio delicato che si impara con la pratica.
Cosa evitare: gli errori più comuni
Vale la pena parlare anche di cosa NON fare, perché a volte evitare gli errori è importante quanto fare le cose giuste. Primo su tutti: non presentarti con aspettative economiche esplicite al primo appuntamento. Il sugar dating è una relazione che si costruisce nel tempo, e parlare di soldi o arrangement fin da subito può risultare estremamente sgradevole e distruggere qualsiasi possibilità di connessione genuina. Lascia che le cose evolvano naturalmente, e questi aspetti verranno fuori al momento giusto.
Secondo errore: essere troppo insistenti o appiccicosi. Se mandi venti messaggi WhatsApp prima dell’appuntamento, arrivi con mezz’ora di anticipo e poi durante l’incontro non lasci spazio all’altro per respirare, stai sbagliando approccio. La discrezione e la capacità di dare spazio sono qualità apprezzatissime. Ricorda che distinguersi come sugar baby richiede molto più che bellezza fisica: serve intelligenza emotiva.
Terzo: evita di parlare male di ex o di precedenti esperienze negative. Nessuno vuole passare il primo appuntamento ad ascoltare lamentele o storie drammatiche. Mantieni un tono positivo, parla di quello che ti appassiona, dei tuoi interessi, dei tuoi progetti. Questo non significa fingere che tutto sia perfetto, ma semplicemente scegliere cosa condividere e cosa tenere per te, almeno all’inizio.
Quarto errore: vestirsi in modo eccessivamente provocante o completamente inadatto al contesto. Se avete fissato un aperitivo elegante in centro a Firenze e ti presenti con un abito da discoteca, risulterà fuori luogo. Allo stesso modo, se l’appuntamento è in un ristorante stellato e arrivi in jeans strappati, l’impressione sarà negativa. Adeguarsi al contesto non significa perdere la propria personalità, ma dimostrare rispetto per l’occasione e per l’altra persona.
Quinto: non mentire. Sembra banale, ma molte persone costruiscono personaggi fittizi per impressionare. La verità viene sempre a galla, e quando succede, la delusione è doppia. Se non hai viaggiato per il mondo, non inventare storie di avventure esotiche. Se non conosci l’arte contemporanea, non fingere di essere esperta. L’autenticità è molto più attraente di qualsiasi maschera, e in un primo appuntamento, essere genuini è il miglior investimento che puoi fare.
Dopo il primo appuntamento: come proseguire
Ecco, l’appuntamento è andato bene. Ti sei divertita, la conversazione è scorsa fluida, e senti che potrebbe esserci del potenziale. E adesso? Come si gestisce il post-appuntamento senza sembrare né troppo interessata né troppo distaccata? È un equilibrio delicato, ma con qualche accorgimento puoi navigarlo senza problemi.
Primo punto: manda un messaggio di ringraziamento il giorno dopo. Non subito—aspetta almeno la mattina seguente—ma non lasciar passare troppo tempo. Un semplice “Grazie per la bella serata di ieri, mi sono divertita molto” è perfetto. Breve, cordiale, positivo. Apre la porta a una risposta senza essere pressante.
Se lui risponde proponendo un secondo incontro, valuta con attenzione. Non accettare immediatamente per principio, ma neanche farti pregare troppo se sei davvero interessata. La naturalezza, ancora una volta, è la chiave. Magari suggerisci tu stessa un’alternativa se la sua proposta non ti convince del tutto: “Sarebbe bello, però quella sera ho un impegno. Che ne dici del weekend successivo?”
D’altra parte, se non ti convince o se qualcosa durante l’appuntamento ti ha fatto scattare campanelli d’allarme, è perfettamente legittimo declinare ulteriori incontri. Fallo con gentilezza ma chiarezza: “È stato piacevole conoscerti, ma non sento che ci sia il feeling giusto per proseguire. Ti auguro il meglio”. Rispettoso, diretto, senza lasciare false speranze.
Nel caso in cui decidiate di rivedervi, considera di variare il tipo di appuntamento. Se il primo è stato un aperitivo formale, magari il secondo potrebbe essere qualcosa di più rilassato: una passeggiata al parco, una visita a una mostra, un brunch domenicale. Variare aiuta a conoscersi in contesti diversi e a capire se la connessione regge anche fuori dall’ambiente perfetto del primo incontro.
Tra l’altro, non aver fretta di definire tutto subito. Le migliori relazioni di sugar dating si costruiscono con calma, permettendo a entrambe le parti di capire cosa vogliono davvero. Lascia che le cose evolvano naturalmente, e vedrai che se c’è il potenziale giusto, tutto il resto verrà da sé. Se vuoi approfondire strategie per costruire accordi duraturi, ci sono risorse che possono aiutarti a navigare questa fase successiva con maggiore consapevolezza.
Un ultimo pensiero prima di partire
Alla fine, pianificare il primo appuntamento con un sugar daddy è un mix di strategia e spontaneità, di preparazione e capacità di improvvisare. È un po’ come preparare un pranzo importante: devi avere gli ingredienti giusti, una ricetta di base, ma poi la magia avviene quando ti permetti di aggiustare il tiro, di assaggiare e correggere, di adattarti al momento.
L’Italia ti offre uno scenario perfetto per questi incontri: dalla raffinatezza milanese al calore napoletano, dalla storia romana all’arte fiorentina, dai paesaggi della Costiera Amalfitana ai laghi del Nord. Ogni città, ogni angolo ha qualcosa da offrire per creare il contesto giusto. Sfrutta questa ricchezza, ma non dimenticare mai che il vero protagonista sei tu—con la tua personalità, i tuoi interessi, la tua autenticità.
Sii te stessa, goditi il momento, e ricorda che non c’è un solo modo “giusto” di approcciare un primo appuntamento. Quello che funziona per una persona in un contesto potrebbe non funzionare per un’altra in una situazione diversa. Fidati del tuo istinto, ascolta i segnali che ricevi, e adattati di conseguenza. E se qualcosa non va come speravi? Pazienza—fa parte del gioco. Ogni esperienza ti insegna qualcosa e ti avvicina a capire meglio cosa cerchi davvero.
Dunque, con queste indicazioni in mente, sei pronta per affrontare il tuo primo appuntamento con maggiore sicurezza e consapevolezza. Ricorda: eleganza, autenticità, discrezione—questi sono i pilastri su cui costruire. Il resto viene da sé, tra un Spritz e una conversazione che scorre, in una di quelle serate italiane dove tutto sembra possibile. Occhio, però: fidati sempre del tuo istinto. Se qualcosa non ti convince, hai tutto il diritto di fare un passo indietro. Il sugar dating deve essere un’esperienza positiva per entrambe le parti, e tu meriti di viverlo nel modo migliore possibile.
Domande frequenti sul primo appuntamento con un sugar daddy
L’ideale è organizzarlo con qualche giorno di anticipo, senza esagerare in nessuna direzione. Da 3 a 5 giorni prima è perfetto: ti dà tempo di preparare tutto per bene—dal look alla prenotazione—senza sembrare né troppo impulsiva né troppo calcolatrice. Ricorda di confermare l’appuntamento il giorno prima con un messaggio cordiale su WhatsApp, così entrambi avete la sicurezza che tutto è confermato.
Generalmente no. Il primo appuntamento serve per conoscersi, capire se c’è chimica e valutare se entrambi volete proseguire. Affrontare subito aspetti economici espliciti può risultare sgradevole e distruggere qualsiasi possibilità di connessione genuina. Lascia che questi aspetti emergano naturalmente nei successivi incontri, quando avrete costruito un minimo di rapporto e fiducia reciproca.
Fidati sempre del tuo istinto. Se qualcosa non ti convince o ti fa sentire a disagio, hai tutto il diritto di interrompere l’appuntamento. Puoi farlo con educazione ma fermezza: una scusa cortese come un impegno improvviso ti permette di allontanarti senza creare situazioni spiacevoli. Assicurati sempre di avere informato un’amica del luogo e dell’orario dell’incontro, e mantieni il telefono carico e a portata di mano.
Non c’è una regola fissa, ma generalmente un primo appuntamento dovrebbe durare tra un’ora e mezza e due ore e mezza. Questo tempo è sufficiente per conoscersi senza che nessuno dei due si senta esausto o in trappola. Se la chimica funziona e entrambi volete prolungare, potete sempre decidere sul momento di estendere con una cena o una passeggiata. L’importante è lasciare spazio alla spontaneità senza programmazioni troppo rigide.
Nel contesto del sugar dating, generalmente è il sugar daddy che si fa carico del conto. Tuttavia, non dare per scontato nulla: osserva i segnali e agisci di conseguenza. Se lui insiste per pagare, accetta con grazia e ringrazia. Se invece sembra esitare o propone di dividere, valuta tu come comportarti in base alla situazione e alle tue sensazioni. L’importante è che non ci siano malintesi o situazioni imbarazzanti al momento del conto.




